The Tokyo Walker: la città fra le acque

Con "La città fra le acque", secondo episodio del progetto fotografico a lungo termine "The Tokyo Walker", il fotografo Matteo Aroldi esplora il rapporto simbiotico della più grande metropoli del mondo con l'elemento liquido. Spostandosi a piedi, rigorosamente durante le ore notturne, lungo itinerari inusuali, percorrendo vicoli nascosti e bui, stradine discoste, ponti di superstrade e seguendo le innumerevoli vie d’acqua, l’autore ci accompagna in ambienti e situazioni che sfuggono al viandante frettoloso o distratto.

Paesaggi urbani sospesi fra il cielo luminoso, specchio informe della città e l’acqua oscura, percorsa da multicolori e vivaci presenze che ci ricordano la moltitudine di anime che freneticamente ci vive. Calma, silenzio, spazio, confluiscono nelle immagini di Aroldi che ritrae luoghi apparentemente deserti. La grande metropoli assume un carattere senza tempo, o dove il tempo si ferma per permetterci di assaporarne un aspetto intimo e soffuso.

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Matteo Aroldi

Floating Islands

Freely inspired from the traditional Chinese and Japanese ink paintings, these images are composed of landscapes taken from different places at different times, each distant from each other. Here, time and space merge and their very concept of locality evaporates, as the picture invites us to explore the paths with no beginning or end.

Between myriads of drops suspended in the sky on a rainy day, between the milky fog at a leaden dawn on a winter morning, or between the thick mist on a hot, sultry summer evening, the ephemeral vision of islands shifts and undulates – the islands of rocks, solitary trees, ancient forests, magical waterfalls, serene rivers and perhaps, some traces of human presence. In the world of water, we and all that is around us are transformed and drift in the ebb and flow of the current.

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Liberamente ispirate alla pittura tradizionale cinese e giapponese, queste immagini sono frutto della composizione di visioni colte in ambienti e tempi diversi e distanti fra loro. Frammenti di luoghi geograficamente lontani, vengono fusi per dare origine a paesaggi fantastici e immaginari che trasportano l'osservatore tra montagne e territori selvaggi avvolti in foschie e nubi.

Fra miriadi di gocce d'acqua sospese nel cielo di giorni di pioggia, fra le nebbie mattutine di livide albe invernali, fra le brume serali di afose e torride estati, fra evanescenti suoni invisibili, fluttuano isole di roccia, alberi solitari, antiche foreste, magiche cascate, corsi d'acqua e rare tracce di presenze umane. Un mondo d'acqua le cui correnti trasportano e muovono tutto quanto ci circonda.

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Matteo Aroldi


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